Il progetto Mirasol

Il progetto Mirasol

Abbiamo deciso di inserire un nuovo brand alla nostra offerta ossia Mirasol. L’abbiamo fatto perchè, oltre ad essere prodotti fantastici, hanno una storia dietro o meglio un progetto, destinato ai bambini Quechua delle Ande. Progressivamente aumenteremo l’offerta di questi prodotti.

Vi chiedo di ritagliare 5 minuti per leggere la storia di questo progetto:

 

Il progetto Mirasol nasce nel 2006 e ha come obiettivo il miglioramento del futuro dei bambini peruviani.

Il nome Mirasol è quello di una bambina che lavora al ranch di Mallkini nella Sierra delle Ande peruviane e che aiuta nella gestione di 3.000 alpache; le persone di lingua quechua come lei sono particolarmente svantaggiate. Pochi di loro sono infatti in grado di leggere e scrivere, la loro salute è scarsa e vivono nella povertà più assoluta.

Michell e Co., la società proprietaria del ranch Mallkini, ha sempre avuto a cuore gli interessi dei dipendenti e nel 2006 ha deciso di fare un passo avanti per garantire il loro futuro dando vita a questo progetto il quale mira a raccogliere abbastanza denaro dalla vendita di lana alpaca e di filati di cotone, per finanziare giorno dopo giorno la costruzione di un centro all’interno del ranch che sostenga negli studi scolastici i figli dei pastori alpaca.

Il centro si concentrerà su un punto sanitario integrato e un programma educativo mirato a fornire ai bambini un luogo sicuro dove stare e dove sviluppare i loro potenziali.

Si spera inoltre che il centro Mallkini servirà come modello per la creazione di altri centri lungo la Sierra in modo da raggiungere un numero sempre più elevato di bambini svantaggiati.

Fino ad ora tutto è andato come previsto anche se alcuni insuccessi non sono mancati.

Il centro ospita attualmente 30 persone, i figli dei pastori alpaca, che vivono li durante la settimana.

Potrà anche ospitare altri 100 alunni che lo raggiungeranno ogni giorno dal villaggio più vicino.

Sono già state costruite le aule e i dormitori per i ragazzi e le ragazze nonché gli alloggi per il personale docente e il cuoco.

Sono anche state fornite della calde divise scolastiche in pile e i pigiami.

E’ stata istituita l’acqua potabile, la cucina è stata attrezzata, sono stati acquistati biancheria per i letti e quaderni e matite. In mezzo al cortile è presente il logo Mirasol a mosaico, per ricordare a tutti come tutto questo è stato possibile ed è tuttora in fase di completamento.

L’apertura ufficiale del centro si è svolta nel marzo 2008 ed è stato un evento molto emozionante; hanno partecipato 40 autorità locali, genitori, figli e amici. L’intero edificio è stato decorato con palloncini colorati e le aule sono state addobbate con striscioni e disegni realizzati dai bambini.

Poiché le attività del centro Mirasol sono in pieno sviluppo, è importante continuare a coinvolgere i genitori dei bambini e assicurare loro che la cultura locale è tenuta sempre in considerazione.

Recentemente i bambini hanno festeggiato a scuola la festa della mamma con l’aiuto del talentuoso Bernardo, il cuoco. Hanno preparato alcune canzoni che hanno imparato a suonare con il quenas, il tradizionale flauto andino.

La saluto dei bambini è di fondamentale importanza; un bambino in cattive condizioni di salute non può approfittare delle opportunità educative.

L’attenzione è rivolta dunque anche alle piccole cose come la cura dei denti; il programma locale Benefit Quechua manda ora regolarmente un dentista e, per la prima volta, ogni bambino ha un proprio spazzolino da denti di cui va molto fiero. I bambini li portano con se persino quando vanno a trovare i genitori nel weekend.

Con l’aiuto di un medico di base ogni bambino ha una propria cartella medica in cui sono descritti la crescita, il peso, i vaccini e lo sviluppo mentale.

L’igiene personale è vista come un divertimento perché vedono la doccia come una novità; pioggia calda cade sulle loro teste.

Per ora il centro è improntato sull’educazione ma è chiaro che le esigenze sono molte e toccano svariati campi. I bambini sono indiani e parlano quechua, mentre la lingua ufficiale peruviana è lo spagnolo. La maggior parte dei genitori non parlano spagnolo e così i bambini si trovano in difficoltà quando iniziano i loro studi nelle scuole statali; non capendo assolutamente nulla delle lezioni, si siedono in fondo alla classe senza apprendere e lasciano la scuola totalmente analfabeti.

Al centro invece, le insegnanti parlano sia quechua che spagnolo e ciò aiuta i bambini a migliorare le loro abilità in entrambe le lingue; i bambini sono così più fiduciosi.

Lo scorso maggio, alla parata di Muñani, città locale, i bambini hanno con orgoglio marciato con la divisa grigia recante il logo Mirasol ricamato sulle tasche, portando la bandiera peruviana e una bandiera della loro scuola, la Boarding House Mirasol.

Hanno ricevuto il primo posto nel concorso marcia e vinto alcuni giocattoli educativi tra cui i Lego.

I bambini adorano anche intrattenersi con gli ospiti del centro (per lo più stranieri), dalle cui differenti culture traggono insegnamento.

A volte gli ospiti portano con sé dei regali; due visitatori inglesi hanno portato materiale didattico e un frigorifero a gas. Alcuni amici italiani hanno invece acquistato 28 biciclette per la Casa Mirasol.

Alle insegnanti Boarding House Mirasol parlare sia in quechua e spagnolo in modo che i bambini stanno migliorando le loro abilità in entrambe le lingue. Di conseguenza i bambini hanno una fiducia ritrovata.

Lo scorso maggio, alla parata in Muñani, una città locale, i bambini con orgoglio hanno marciato in divisa grigia con il logo Mirasol ricamato sulle tasche, portando la bandiera peruviana e una bandiera del Boarding House Mirasol. Hanno ricevuto il primo posto nel concorso marcia e ha vinto alcuni giocattoli educativi tra cui Lego. I bambini sono anche felice di intrattenere gli ospiti del centro, molti dei quali provenienti dall’estero e sono desiderosi di imparare qualcosa delle loro culture. A volte gli ospiti sono doni dei cuscinetti. Due visitatori provenienti da Inghilterra, uno portato materiale didattico e l’altro donato un frigorifero a gas. Poi alcuni amici italiani hanno visitato e si offrì di acquistare 28 biciclette per la Casa Mirasol.

In dicembre Kari e Per, due ospiti norvegesi già stati più volte al centro, hanno incontrato alcuni bambini felici e gioiosi che tornavano da scuola. La testimonianza di Kari “abbiamo pianto di gioia nel vederli così. C’è stato un grande cambiamento dai bambini timidi a cui abbiamo detto addio un anno fa”

Kari e Per hanno portato il Panettone da mangiare con la salsa al cioccolato a Natale e disegni di scene norvegesi e poesie scritti e disegnati da bambini delle loro città

Il più grande dei bambini Mirasol era affascinato dalle differenze tra la vita norvegese e quella peruviana.

In quel giorno hanno cantato le canzoni tipiche natalizie norvegesi e peruviane e si sono abbracciati fra loro.

Le parole di Wilian Chunga, 14 anni:

“Io vengo da casa mia alla Boarding House Mirasol. Sto bene qui; imparo tante cose, studio e faccio i compiti. Gli insegnanti sono carinissimi. La notte dormo a Mirasol; mangio cibo con vitamine e proteine per crescere forte e sana ed arrivare prima nei giochi con gli amici. E’ per questo che adoro Mirasol; non ho mai immaginato di poter vivere in una casa che sembrasse la casa di Dio; ho imparato tante cose che erano a me sconosciute. Questo mi incoraggia a procedere con i miei studi.

Apprezzo tutto ciò con il mio cuore e ringrazio le persone che hanno reso tutto questo possibile. Mando loro un abbraccio e auguro loro tutta la felicità. Grazie!

 

Come sostenere il progetto Mirasol?

 

Ancora una volta Jane Ellison ha creato alcuni bellissimi schemi per incoraggiarci a uscire e a comprare i filati Mirasol e sostenere così una buona causa.

E’ un piacere lavorare a maglia con i filati di alta qualità Mirasol e crearne un bel capo ma sapere che l’acquisto fatto è socialmente utile, lo rende ancora più speciale.

Dice Jane Ellison: “Sento che è un bene che io, come molti altri consumatori, facciamo la differenza”.